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comitato no inceneritori - Umbria dice noSabato 11 maggio sarà la prima manifestazione unitaria dei comitati e associazioni che in tutta la regione si battono contro inceneritori, centrali a biomasse e biogas. L’inizio di una serie di iniziative che porranno al centro della discussione gli incentivi pubblici dati alle così dette fonti rinnovabili e assimilate, finanziamenti alla produzione di energia elettrica “pulita” dalla combustione di rifiuti o biomasse e che sono l’unico vero affare di questa “green economy”, poco green e molto economy.

Senza gli incentivi infatti non sarebbero nati come funghi biodigestori o centrali a biomasse né sicuramente la Tozzi Holding avrebbe acquistato l’inceneritore Printer, né ACEA avrebbe riattivato il suo impianto. Sicuramente ha contribuito poi la legislazione e nazionale e regionale che di fatto ha “liberalizzato” il settore tanto da far raggiungere in due anni la quota di circa 40 impianti in tutta la regione, sulle cui ricadute ovviamente non vale il principio di precauzione bensì le valutazioni ex post: vediamo quanto inquina. E’ chiaro quindi che sotto accusa non è solo la legislazione nazionale ma soprattutto le maglie larghe con cui la Regione accoglie questi “investimenti” privi di ricadute positive per il territorio, né sotto il profilo ambientale né lavorativo.
La manifestazione inoltre cade proprio in questi giorni in cui la Regione insieme ai signori delle monnezza sta, secondo noi, pianificando l’emergenza rifiuti in Umbria; si sente parlare di discariche colme, di impianti in cui bruciare il CSS (combustibile da rifiuti), di smaltimento e impiantistica insufficiente ma nessuno ha detto che l’avvio della differenziata porta a porta spinta, riciclo e compostaggio, sarebbe sufficiente a diminuire progressivamente il conferimento in discarica senza ricorso all’incenerimento. Il fatto è che l’emergenza consente di derogare dalle leggi e soprattutto di avviare gestioni commissariali al di sopra delle istituzioni locali: l’emergenza di fatto è ad oggi un grande affare per chi controlla discariche e inceneritori, che nel nostro caso peraltro è sempre ACEA. Per Orvieto e Terni la soluzione dovrà essere comune, solidale e dal basso, contrastando chi su ogni fronte per la soluzione di uno pensa di poter penalizzare l’altro. Questa logica non ci appartiene.
Questo sarà parte dei contenuti del corteo che però si arricchirà del contributo dei rappresentanti delle altre esperienze di lotte, tra cui anche quella contadina, contro le biomasse e biogas e le coltivazioni dedicate che mettono ancora più sotto scacco i piccoli produttori che puntano alla qualità e alla sovranità alimentare a partire dal territorio. Se la terra dovrà diventare produttrice di energia non lo sarà più di cibo.
Insomma tante realtà diverse accomunate dall’obbiettivo di fermare la politica energetica regionale e quella sui rifiuti, puntando ad una diversa sostenibilità che faccia rima con salute, virtusostà dei cicli, fine della speculazione legalizzata sulle false rinnovabili.

L’appuntamento è per sabato 11 maggio alle 16 al parcheggio dell’ATC, vicino alla stazione.
Comitato No Inceneritori terni

>>>dove? vedi la mappa.

maggiori info: www.noinceneritoriterni.blogspot.it
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